Comprare una barca all’estero

Se si desidera comprare una barca all’estero, occorre considerare alcuni punti importanti.

Di seguito i passi da seguire quando si decide di comprare una barca all’estero:

  1. Raccogliere la documentazione della barca.
  2. Informarsi sull’IVA del paese estero in cui si intende comprare questa barca.
  3. Consultare la legislazione europea e italiana.
  4. Raccogliere i fondi per l’acquisto.
  5. Assicurarsi di effettuare una perizia e una prova di navigazione
  6. Infine, portare la propria barca a casa.

Comprare una barca all’estero è molto allettante. Il fattore prezzo è, ovviamente, una motivazione chiave, ma lo è anche la grande varietà di barche, sia nuove che di seconda mano, che si possono trovare su tale mercato. Dopotutto, al fine di assicurarsi profitti a lungo termine, i distributori italiani tendono a soddisfare maggiormente i requisiti della domanda italiana. Dunque, se si decide di acquistare una barca all’estero, si troverà una varietà di barche che si possono adattare alle proprie necessità personali, invece che a quelle del mercato italiano in generale. Nonostante la diffusa frequenza, nelle regioni mediterranee come la nostra, dei danni causati dai raggi solari, le imbarcazioni da diporto presenti in questa area sono spesso quelle mantenute meglio. Ciò si deve, in parte, al fatto che il clima più secco è meno “invasivo” per le barche, e in parte perché l’industria turistica è più sviluppata e il mercato del noleggio è più attivo; dunque nella zona mediterranea, si dedica maggiore attenzione alle barche rispetto ad altre aree del mondo.

Non sorprende, quindi, che la stragrande maggioranza delle persone che acquistano una barca all’estero una volta, torni a farlo di nuovo. Adottando i giusti criteri, è possibile ottenere una barca di alta gamma a condizioni eccellenti e che di distingua dal resto. Tuttavia, in tutti gli acquisti di barche, è necessario massimizzare le possibilità di successo preparandosi in anticipo.

Se si ha intenzione di comprare una barca all’estero, vanno presi in considerazione alcuni passi importanti.

 

La documentazione della barca

Il processo d’acquisto di un’imbarcazione da un venditore privato è quasi lo stesso, ovunque esso avvenga. La differenza fondamentale che si evidenzia al momento di comprare all’estero è semplicemente il maggior costo potenziale che potrebbe comportare l’eventualità di sbagliarsi, e per tale motivo è fondamentale accertarsi delle condizioni di proprietà e di finanziamento dell’imbarcazione. Il venditore deve essere il proprietario comprovato dell’imbarcazione e trovarsi nella posizione legittima per venderla, il che significa essere esente da qualunque vincolo finanziario in sospeso. Se ci sono vincoli (per esempio, un prestito in sospeso o fatture non pagate con un creditore per i servizi marittimi), devono essere discussi apertamente in presenza del creditore stesso e il contratto deve includere un piano specifico per la loro estinzione.

In ogni caso, più ampia sarà la documentazione fornita dal venditore, meglio sarà. Ogni giurisdizione europea possiede il suo modo di operare, pertanto occorre individuare quali documenti può mostrarci un determinato archivio e la loro validità come prova della titolarità dell’imbarcazione. Anche il grado di sicurezza fornito dalle informazioni offerte da un determinato registro varia, pertanto è sempre meglio presumere di essere totalmente responsabili di qualunque cosa si compri. 

Inoltre, è necessario effettuare tutti i passi per convincersi, grazie anche alla prova della firma del venditore, del fatto che sia la titolarità sia le condizioni finanziarie della barca siano buone.

 

L’IVA

Una delle principali difficoltà che sorgono al momento di acquistare all’estero è comprendere la natura delle imposte e del diritto relativo alla giurisdizione in questione, nonché ottenere prove che tutto sia stato pagato. L’IVA, in particolare, è una questione che richiede delle certezze assolute. Se si procede all’acquisto di una imbarcazione senza aver effettuato prima una prova, è possibile che ci si veda obbligati a pagare la fattura dell’IVA in base al corrente valore di mercato dell’imbarcazione, pertanto è conveniente che il venditore fornisca la fattura dell’IVA originale o delle prove che l’imbarcazione sia esente da IVA. Questa è una domanda che occorre porsi sin dal principio e se il venditore non può fornire prove esaurienti della condizione dell’IVA della barca, il prezzo dovrà essere rivisitato per consentire di pagare l’IVA qualora fosse necessario nella fase post-vendita.

 

La Direttiva dell’Unione Europea sulle Imbarcazioni da diporto

Sia che si tratti di un’imbarcazione da diporto nuova o di seconda mano, di lunghezza compresa tra 2,5 e 24 metri, costruita o posta in servizio all’interno dell’Unione Europea, dopo il 16 Giugno del 1998, ogni imbarcazione deve recare il marchio CE per certificare la sua conformità ai requisiti di sicurezza della Direttiva sulle imbarcazioni da diporto. Essa deve possedere una targa che attesti la sua conformità alla CE, oltre ad una Dichiarazione di Conformità scritta che ne verifichi la validità. Le imbarcazioni da diporto costruite o poste in servizio nell’Unione Europea prima del 16 giugno 1998 sono esenti dai requisiti della Direttiva Europea sulle Imbarcazioni da diporto, però se le imbarcazioni successive a tale data non soddisfano questi stessi requisiti, dovranno fornire le prove dell’esenzione, in conformità con i termini della Direttiva. C’è la possibilità di avviare un processo che consente all’acquirente di conformare una barca importata alla Direttiva Europea delle Imbarcazioni da diporto, ma ciò può essere costoso e complicato.

Allo stesso modo, a causa della presenza dei dazi d’importazione e dell’IVA può rendere tutto molto costoso se si ha intenzione di acquistare una barca al di fuori dell’UE, e la conformità formale alla normativa UE può ulteriormente complicare la situazione. Una barca deve essere conforme ai requisiti della CE e della Direttiva Europea sulle Imbarcazioni da diporto e ciò implica la valutazione da parte di un’agenzia di certificazione esterna. Quindi, mentre un acquirente accorto può risparmiare sull’acquisto di una barca in un paese come l’Italia, per la maggior parte di noi è più sensato esplorare le opzioni disponibili sul mercato europeo.

 

La legge italiana

Quando si acquista una barca all’estero, nuova o usata, tramite un broker o un venditore privato, è necessario stipulare un contratto. Esso stabilisce per iscritto i parametri della vendita e deve essere concordato e firmato da entrambe le parti. Deve comprendere specificamente la conferma scritta che il proprietario della barca si trova nella posizione legittima di venderla e che non vi sia alcun debito pendente su di essa. È inoltre necessario fornire i dettagli specifici della barca, nonché un inventario di ciò che è incluso nella vendita, compreso l’elenco dei documenti che andranno forniti al termine della vendita, ossia quelli relativi alla proprietà, al finanziamento, alla riparazione e alla manutenzione della barca. È inoltre necessario indicare il prezzo concordato, con la condizione esplicita che esso includa la valutazione del motore e un test di navigazione.

Tuttavia, a meno che l’acquirente non sia un avvocato esperto di diritto internazionale con una forte padronanza della lingua locale, è essenziale che egli insista affinché il contratto sia accuratamente tradotto in lingua italiana e assoggettato alla legge italiana. Non si tratta in alcun modo di una richiesta insensata e, anzi, ciò garantirà all’acquirente che, nel caso di una disputa successiva alla conclusione del contratto, di poter presentare il suo reclamo con lo stesso grado di importanza e chiarezza di un acquirente che compra in ambito nazionale. La stragrande maggioranza dei broker si aspetta questo tipo di condizioni e l’acquirente deve ottenere il consenso esplicito da parte del venditore prima di accettare di procedere.

L’applicazione di un contratto italiano sotto la supervisione della legge italiana aiuterà, senza alcun limite, il proprietario al momento di vendere la sua barca ad un acquirente italiano; e consente inoltre di utilizzare il contratto standard di MYBA (Worldwide Yachting Association) o ISYBA (Italian Ship & Yacht Brokers Association), evitando così di pagare un avvocato per la redazione di un contratto personalizzato secondo i desideri del venditore e secondo i requisiti del sistema legale di quel paese.

 

I finanziamenti

Rivolgersi ad un creditore italiano per l’acquisto di un’imbarcazione in una nazione straniera non è insolito né complicato. Come per i prestiti nazionali, gli enti finanziatori specializzati offriranno finanziamenti sul valore comprovato della barca stessa e, come minimo, ciò richiederà un documento di ispezione associato ad un altro documento che attesti l’interesse del creditore per la nostra polizza assicurativa. Tuttavia, se otteniamo un prestito privato, con o senza garanzia, siamo liberi di spendere i soldi come se fossimo acquirenti che pagano in contanti, liberandoci dalla complicazione logistica, accelerando la conclusione della vendita e, spesso, ottenendo un prestito potenziale di maggior importo, un termine di tempo più lungo e un tasso di rimborso mensile più conveniente.

Maggiori informazioni su: Finanziare un’imbarcazione

 

Perizia e prova di navigazione

Spetta sempre all’acquirente assicurarsi della condizione e del valore di una barca prima di impegnarsi a comprarla. Quindi, se ha senso commissionare una perizia nautica prima di effettuare l’acquisto in Italia, quando si tratta di un acquisto all’estero realizzare tale ispezione è ancora più vitale. Pertanto, il principio del “Caveat Emptor” è particolarmente più rilevante se stiamo comprando una barca all’estero, in quanto il costo di un reclamo attraverso i confini giurisdizionali può essere proibitivo, dunque se si desidera acquistare una barca è bene portarla in Italia e registrarla qui, vale la pena scegliere un perito italiano che sia affiliato ad un’organizzazione riconosciuta. Dovremmo inoltre sceglierne uno con un’esperienza specializzata nel tipo di barca che stiamo cercando e, sarebbe bene che egli, insieme all’ingegnere navale, ci possano accompagnarci alla prova di navigazione. Quando arriverà il momento di chiudere l’affare al prezzo accordato, occorre assicurarsi di ricevere tutti gli articoli documentati nel Contratto di Compravendita  e di utilizzare una Lettera di Vendita approvata per effettuare passaggio di proprietà. In caso di dubbi al riguardo, si consideri la possibilità di assumere un avvocato specializzato in questioni marittime per scrivere il documento corrispondente o mettersi in contatto con il team legale interno di UCINA, affinché ci diano consulenza.

Se il perito e l’ingegnere navale si possono unire a noi per la prova in mare, tanto meglio.

 

Portare a casa la barca

Se si desidera spostare la propria barca in Italia, non è necessario registrarla. Ma se si ha intenzione di navigare all’estero, la registrazione in Italia è un requisito legale. Forse la soluzione più semplice in questo caso sarebbe specificare nel contratto che il proprietario consegnerà l’imbarcazione e completerà la vendita in Italia, permettendoci di registrare la barca a proprio piacimento. Ma più comunemente è bene fare un lavoro preliminare per proprio conto – e ci sono diversi modi per farlo. Se la barca è registrata in un paese straniero, sarà necessario rimuoverla dal registro di quella nazione mentre è ancora all’estero, prima di riportarla e registrarla in Italia.

 

Decidersi ad acquistare all’estero

Non occorre spaventarsi qualora si voglia acquistare all’estero. Semplicemente è necessario capire che un prezzo basso è spesso compensato da inevitabili spese e complicazioni logistiche. Per alcuni può valere la pena impegnarsi in un acquisto all’estero. Per altri, acquistare da un concessionario, un broker o un venditore privato a poche miglia da casa propria è molto più produttivo. Però se si decide di fare il passo, è fondamentale mantenere il proprio punto di vista. Ci sono migliaia di barche intorno a noi, è dunque bene avere buon senso e non lasciarsi trascinare dall’offerta del momento. Se non si hanno certezze su chi sia il proprietario, che le tasse siano state interamente pagate, che  l’imbarcazione sia libera da vincoli e che sia assicurata in quanto tale per mezzo di un documento firmato, regolato dalla legge italiana in conformità con il consenso esplicito del venditore, si hanno a disposizione due opzioni. Proteggere i propri interessi o raggiungere un accordo sul prezzo che rifletta adeguatamente la condizione imperfetta della barca.

 

Alex smith è un ex ufficiale della marina ed ha una vasta esperienza come giornalista nautico, tester di barche e redattore di riviste. Avendo partecipato come pilota al National Thundercat Series e come Navigatore all’inaugurazione del RIB Rally del Mar Rojo, si è ora stabilito nel West Country, dove vive e lavora come scrittore e fotografo specializzato nel settore marittimo dalla sua barca a Bath.