Trasporto barche

Il trasporto di una barca, yacht o addirittura di un superyacht può essere realizzato in diversi modi: via mare, a bordo di una nave mercantile, o via terra lungo strade e autostrade.

Quando cerchiamo una barca, il luogo di ormeggio rappresenta un elemento importante nella scelta; tuttavia ci possono essere  parecchie buone ragioni per sceglierne una lontana da noi, anche se ciò significa informarsi sul trasporto di barche. Per esempio, una ricerca con criteri meno restrittivi ci aprirà un ventaglio di modelli più ampio, e allo stesso modo ci permetterà di trovare prezzi più competitivi dovuti ai continui cambi di rapporti tra le varie valute internazionali. Allo stesso modo, potrà capitare di dover spostare una barca che già possediamo verso una zona differente, per esplorare nuove mete, gareggiare nelle regate, o semplicemente per motivi di lavoro.

Il trasporto di barche rappresenta un settore in crescita e si applica via terra, attraverso strade e autostrade, e via mare, servendosi di una nave mercantile o a bordo della barca stessa. In molti casi, il punto di partenza e di arrivo determinano la soluzione più adeguata per il trasporto: ad esempio, per spostare una barca dalla Croazia ad un porto inglese, dovremo metter in conto un viaggio di 4.500 kilometri in mare – equivalente ad una traversata dell’Atlantico – o meno di 2000 kilometri via terra.

In alcuni casi risulta utile combinare diverse metodologie di trasporto. Prendiamo il caso di dover trasportare la nostra imbarcazione dal Mar Ionio, in Grecia, fino alla costa occidentale della Francia: piuttosto che effettuare lo spostamento solo via terra o via mare, navigare 1200 kilometri fino al sud della Francia e terminare gli ultimi 600 servendosi di un mezzo autotrasportatore ci permetterà di risparmiare tempo e soldi. Così facendo, se lo yacht è in buone condizioni e l’armatore possiede la sufficiente dose di esperienza, il trasporto via mare potrà essere effettuato durante le vacanze e il tragitto in strada sarà breve ed economico.

Trasporto via mare

Navigare sulla propria chiglia è il modo più classico ed utilizzato per trasportare una barca. Tendenzialmente questa soluzione si adatta in particolare a barche di grandi dimensioni; la consegna avverrà più rapidamente e, con un’imbarcazione voluminosa, avremo la certezza di resistere alle eventuali intemperie. Al contrario, con un’imbarcazione più piccola e datata, potremmo incorrere in problemi come il prolungamento del tragitto dovuto alla velocità ridotta o il rischio di rotture ed incidenti lungo il percorso.

Questa soluzione si sposa al meglio anche con viaggi e spedizioni corte, dal momento che il costo di carico di un camion o di una nave mercantile potrebbero rappresentare una fetta eccessiva della spesa finale. Il trasporto diretto via mare può però comportare l’usura del mezzo – un lungo viaggio con l’aggravante dello stress derivante da una deadline da rispettare può far emergere debolezze e problemi anche nelle barche più curate, specialmente se fuori stagione. Ciò si verifica con maggiore frequenza se trasportiamo una barca di seconda mano, con sistemi non ancora testati in maniera approfondita, anche se le imbarcazione nuove non sono esenti da questa possibile complicazione. 

Uno skipper diligente dedica sempre parecchio tempo a controllare e risolvere questo tipo di problemi; tuttavia le aziende offrono una lista completa di coperture, che vanno dalle vele al motore, passando per le tappezzerie interne e l’impianto elettrico. Inoltre, un trasportatore esperto farà di tutto per ridurre al minimo l’usura durante il trasporto, oltre a prevedere e saper risolvere quei problemi che lascerebbero chiunque altro disorientato. Un esempio può essere rappresentato dall’uso del motore: verrà utilizzato per gran parte della distanza, quindi vale la pena considerare la possibilità che non venga mai spento, tranne che per controlli di routine e manutenzione. È anche importante garantire che il kit di sicurezza sia adeguato alle dimensioni dell’equipaggio e alla lunghezza del viaggio, ma anche che nessun articolo superi la data di scadenza durante la consegna.

Il metodo del trasporto diretto via mare, dunque, è sicuramente efficace anche se non permette di stabilire una tabella di marcia completamente attendibile; durante l’estate e con condizioni atmosferiche favorevoli può risultare relativamente veloce, ma non possiamo escludere cambi inaspettati del clima che porterebbero a svariati giorni di attesa forzati in porto. I prezzi possono variare ampiamente, a seconda dell’esperienza dello skipper chiamato in causa. Il pagamento tende ad essere calcolato in base alla distanza percorsa, anche se in molti casi si prendono in considerazione i giorni impiegati per lo spostamento.

Trasporto via nave mercantile

Il trasporto attraverso grandi navi mercantili ha ormai una portata mondiale ed è in continua espansione, sia in termini di numero di porti serviti, sia in termini di dimensione degli yacht trasportati, sempre più elevate.

“Il trasporto via nave mercantile apre nuove orizzonti” – afferma Sander Schuurman, specialista olandese di consegne internazionali presso la Sevenstar Yacht Transport – “permette di visitare destinazioni che altrimenti sarebbero irraggiungibili navigando per proprio conto. Gran parte delle richieste che ci arrivano riguardano yacht a motore e a vela di più di 20 metri di lunghezza; ciò permette di mantenere il proprio porto base nel Mediterraneo durante l’estate per poi passare la stagione fredda nei Caraibi. Inoltre permette a chiunque di comprare un’imbarcazione a prezzi favorevoli in qualsiasi parte del mondo per poi trasferirla nella zona prestabilita per la navigazione”. Non c’è limite alle dimensione delle barche trasportabili via nave; i superyacht sopra i 60 metri possono essere sistemati su più navi, e i mezzi di Sevenstar possono ospitare barche ancora piú grandi.

Allo stesso tempo, il trasporto via nave può rivelarsi un metodo efficace per spostare barche di dimensioni ridotte per mari ed oceani. Ciò si rispecchia nella fascia alta della comunità degli yacht da gara, dove yacht tra i 32 e i 36 piedi vengono trasportati con questo metodo frequentemente per non rovinare il mezzo durante lo spostamento.

“Bisogna mettere in chiaro che questo metodo di trasporto non è economico” – prosegue Schuurman – “È un processo complesso con piccoli margini di guadagni per noi; il costo del carburante per la sola andata di una traversata atlantica si aggira attorno ai 460.000 euro. Se possiedi uno yacht datato, il costo del trasporto potrebbe includere una grossa parte del suo valore di mercato”.

Ciononostante esistono diversi vantaggi nel trasporto via nave. Proprietari e capitani possono dormire sonni tranquilli sapendo che il proprio yacht sarà maneggiato con estrema cura se prenotano un viaggio con un’azienda che mette a disposizione il proprio personale nelle operazioni di carico e scarico del mezzo. Inoltre, al contrario del classico trasporto via mare, l’usura sarà ridotta al minimo se non annullata; questo fattore permette alle barche nuove di essere consegnate in tutto il mondo mantenendo il kilometraggio a zero, e alle barche da competizione di arrivare a destinazione in condizioni ideali e già pronte per navigare. Ovviamente non è da escludere l’insorgere di problemi e, per fronteggiare questo fattore, molte aziende includono nel servizio un’assicurazione che copre tutti i possibili rischi.

Sevenstar può fornire una linea di trasporti interamente di proprietà dell’azienda olandese. Il modello alternativo prevede spedizionieri che operano come un’agenzia – non possiedono navi ma hanno la libertà di selezionare quello che ritengono il metodo o la combinazione migliore per consegnare, affidando il lavoro ad altre compagnie.

Trasporto via terra

In molti la consegna via terra rappresenta il metodo migliore per trasportare, ed è utilizzabile per un ventaglio di dimensioni sorprendentemente ampio. Per chiunque abbia delle riserve a proposito di ciò,  basta dare un’occhiata alla scelta delle location di uno dei cantieri produttori più grandi e attivi d’Europa, Bavaria Yachtbau. L’azienda, che realizza yacht da diporto fino a 56 piedi, è situata nel sud della Germania, a più di 350 miglia dal mare; tuttavia questa location apparentemente poco indicata per un produttore di barche funziona perfettamente, in quanto Bavaria ha la possibilità di consegnare i propri yacht via terra sia nel Mediterraneo che nell’Europa settentrionale o nel Regno Unito. Allo stesso modo pensiamo agli yacht da gara di 70 ft consegnati attraverso le strette strade vittoriane del caotico centro di Londra per essere esposte agli eventi promozionali del costruttore bavarese. In casi come questi, le aziende di trasporti come per esempio la Bonati trasporti SNC di Sirmione si mettono all’opera per verificare la fattibilità del processo di trasferimento dalla fabbrica al mare in fase di progettazione.

Secondo Bonati  “Il trasporto su strada è senza dubbio difficile e complicato a livello strutturale ed organizzativo a causa del proliferare di modifiche stradali con spartitraffico e rotonde che costringono il trasportatore a lunghi e minuziosi sopralluoghi volti a verificare la possibilità di transito con convogli di dimensioni fuori dal comune.” Una volta verificata la fattibilità del trasporto si provvede all’approntamento delle autorizzazioni stradali per le quali ci possono volere 2 o 3 settimane, anche se nel caso di trasporti di grandissime dimensioni, tra autorizzazioni e sopralluoghi che possono rendere necessario lo smontaggio della segnaletica verticale piuttosto che il sollevamento o il distacco dei cavi elettrici, le settimane possono tranquillamente trasformarsi in 3 o 4 mesi d’attesa (come nel caso di un recente trasporto al lago di Garda di un 90 piedi effettuato recentemente dall’impresa bresciana).

“Tra le tante difficoltà di questa professione vi è il dover riprogrammare spesso i transiti – aggiunge Bonati –  perché da un giorno all’altro ci si ritrova con dei fermi improvvisi per manutenzioni stradali che impediscono il viaggio, per non parlare dei problemi che possono sorgere nel dover sostare con i convogli eccezionali nelle aree di servizio non sufficientemente sicure e spaziose in orario notturno.”  Da non sottovalutare inoltre la preparazione che precede l’inizio degli spostamenti: si tratta di una serie di accorgimenti che aumentano la sicurezza della barca, ma tutelano soprattutto gli utenti delle strade durante il passaggio dei convogli. Le misure adottate possono essere luci lampeggianti, cartelli catarifrangenti e un numero di veicoli di scorta in base alle dimensioni stesse del trasporto, che seguono il viaggio fino alla meta deviando il traffico e aiutando nelle fasi più pericolose. “I costi che si generano sono la conseguenza di tutto quanto descritto fino ad ora… spesso  le persone al seguito sono anche 5/6” conclude Bonati, facendo riferimento all’alto costo dei trasferimenti. Il trasporto di imbarcazioni su ruota, specie in Italia, è comunque da considerarsi in moltissimi casi come unica alternativa possibile, almeno fino al raggiungimento del porto di mare più vicino. Spessissimo lo è anche per i trasferimenti dall’Adriatico al Tirreno, basti considerare, nel caso si voglia circumnavigare, i possibili problemi in navigazione, il costo del carburante, il costo del marinaio e l’eventuale tagliando motori all’arrivo

Le dimensioni massime in termini di altezza, lunghezza e peso della barca trasportata possono variare parecchio tra le varie giurisdizioni; vale la pena verificare la fattibilità del percorso che abbiamo in mente con un operatore nelle prime fasi di pianificazione del trasporto. I rimorchi usati sono particolarmente ribassati per permettere alla chiglia di uno yacht a vela di rimanere al disotto della base del rimorchio, così da minimizzare la statura dell’albero ed evitare problemi di altezza, complicazione che sorge soprattutto quando il camion deve passare sotto a un ponte o cavalcavia; per gli yacht più grandi è possibile rimuovere la chiglia per permettere il trasporto via terra. 

Spesso le aziende specializzate in questo tipo di consegne subcontrattano mezzi e piloti locali in possesso dei permessi necessari per carichi lunghi e ingombranti; le stesse aziende si sforzano per includere nei propri programmi una flessibilità sufficiente per quanto riguarda la data di consegna. Eppure ci sono imprevisti inattesi che possono capitare quando si trasporta lungo le strade, come ad esempio il maltempo, il traffico, i lavori stradali e le limitazioni presenti in alcuni stati che, in base al volume del carico, limitano la circolazione solo alle ore di luce o alle ore di punta, dilatando così i tempi di consegna. 

Trasporto via terra con rimorchio

Un’opzione particolarmente indicata per trasportare imbarcazioni più leggere e piccole è quella di munire la propria auto di rimorchio e trainare la barca lungo strade e autostrade. Le limitazioni del peso, con un grande 4×4 o un van, sono stabilite in un rapporto di 1:1 rispetto al peso della macchina in Italia; è importante considerare che un rimorchio per questo tipo di pesi si aggira intorno ai 1000 kg/al quintale, riducendo così il peso effettivo permesso dedicato alla barca a x nel caso dell’Italia. Questo fattore può trasformarsi in un problema, soprattutto per tutte quelle barche più datate, visto che la maggior parte dei costruttori superano spesso il peso previsto durante la progettazione. Ma non è tutto. Infatti nelle barche usate bisogna tener conto dei vari equipaggiamenti e oggetti inseriti sulla barca dai precedenti proprietari che vanno ad incrementare ulteriormente il peso totale. Pertanto l’unico modo di calcolare il peso dato dalla somma di rimorchio e barca consiste nel pesare entrambi gli elementi su un’apposita pesa a ponte.

Esistono tuttavia una serie di daysailer, weekender e RIBS fino a 32 ft/10 mt che sono sufficientemente leggeri e stretti per essere trasportati su un più convenzionale rimorchio da strada. Ciò è riconosciuto da parecchie compagnie assicuratrici, che includono la copertura nelle loro polizze per le barche fino a 10 metri, ma impongono una modifica speciale del contratto nel caso la barca sia più lunga.

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